venerdì 4 maggio 2018

Il loro profumo

Il cielo è grigio sopra la città e i colori delle cose che indossano le ragazze risaltano fluorescenti.
Hanno un profumo che cercherò tutta la vita, che per tutta la vita mi ricorderà il sesso da ragazzi la domenica pomeriggio e le possibilità infinite che offrono le giornate sgombre da impegni.
Sandalo, cedro, patchouli, mirra, muschio, ambra, vetiver, mandarino, prugna, pesca, pepe, coriandolo, chiodi di garofano, alloro, rosa, mughetto, gelsomino, cannella. Lo hanno dietro le ginocchia, sui polsi, all'inguine, sul collo, ne inondano la stanza che poco prima aveva il profumo degli strumenti musicali.
Tra un attimo avremo volumi impossibili e tra molti anni saremo vecchi con acufeni, tatuaggi, cicatrici sulle braccia e sul petto e storie che non racconteremo perché nessuno le crederebbe vere.
Attaccano le due della sezione ritmica. L'altra, la poetessa delle note, ci guarda e aspetta. Fa così, come in dubbio se tuffarsi o meno da una scogliera quando sotto il mare è in tempesta e sopra il cielo è piombo che le rende fluorescenti le labbra che ora dicono adesso.
E' tutto così elettrico che stiamo tremando.
Avvicino la bocca al microfono e con brividi che non so da dove arrivino dico fiumi impetuosi dividono il mio cuore.

giovedì 22 febbraio 2018

Flesh and Blood




Nell'estate del 1980 sul camion della band ascoltavano un'unica cassetta, 
Flesh and Blood dei Roxy Music.
Tu gli chiedevi cambiamo e loro la rimettevano da capo.

giovedì 26 ottobre 2017

Golden Cosmetic Killers

Pale TV, Bologna 1981


Ne parlarono una sera e l'idea la applicarono nello show di Grottammare, la domenica successiva.
C'era il suono, c'erano le parole, c'erano i colori degli abiti di scena.
Aggiunsero il profumo. Un profumo specifico da lasciare nei luoghi in cui si esibivano.
Era inverno, c'era neve ai bordi delle strade e il cielo era un tutt'uno di piombo col mare e loro erano semplicemente pazzi.







giovedì 6 luglio 2017

Ancora Iggy Pop

Palazzo Ducale, Parma


Nell'appartamento a pian terreno dell'ala sinistra del palazzo dove alla fine degli anni 70 vivevano le sorelle Blue Niagara e Adrenalina, adesso vive qualcun altro. 
Un giorno ho provato ad ascoltare attraverso le persiane di legno verde, cercavo le voci di loro ragazze, e in quel silenzio ho smesso di respirare per udire ancora meglio, sperando di sentire almeno un sospiro di loro madre, lei che era morta senza neanche aspettare di vederci diventare adulti.
Nella casa dove abitavano i miei in via don Davide Albertario ora abita un'altra famiglia.
Una notte ho sognato di passare là sotto.
Sul balcone al primo piano c'erano due bambini con addosso solo un paio di braghe corte rosse.
Eravamo io e mio fratello in un pomeriggio di sole, ma l'ho capito solo da sveglio.
L'avessi intuito sognando, avrei aspettato che dalla portafinestra della cucina uscisse mia madre.
Qualche giorno fa sono passato da via Anna Frank, dove Whip viveva con i suoi e dove per un brevissimo periodo provammo come Pale TV. 
Anche là non abita più nessuno che io conosca, così il Prince, come chiamavamo il padre della nostra bassista, l'ho dovuto immaginare mentre saliva sulla mia auto con la stessa naturalezza con la quale salgono sulle auto i vivi, solo più lentamente, e, dopo aver valutato per alcuni secondi il brano che stavo ascoltando, mi chiedeva: «Ancora Iggy Pop?».


martedì 6 dicembre 2016

L'acrobata

Blue Niagara intervista Alex Fornari


Eccoci di nuovo, uno di fronte all'altra, a parlare di musica come abbiamo fatto tante volte. Oggi, però, io non sono dentro questo processo creativo e quindi innanzitutto una domanda: com'è stato collaborare con musicisti con cui non avevi mai condiviso altre esperienze (a parte Simone, tuo figlio, già al tuo fianco dai tempi dell'album “Di tutte le ferite”)?

Alex: Mi conosci bene, non lavoro sui miei brani con musicisti con i quali non sono in dovuta sintonia.
Nicola Panteghini, chitarra, e Alessandro Pedretti, batteria, me li ha presentati Domenico Vigliotti, amico e co-produttore e ingegnere del suono di "L'interruzione", e ho deciso di lavorare con loro dopo un'unica prova a Brescia. In quell'occasione abbiamo provato 3 brani: l'energia che cercavo c'era tutta, ma a me serviva anche l'aspetto disturbante. Su quello avremmo lavorato in studio.
"Non suoneremo niente di allegro", li avvisai. Con loro e Simone Fornari, al basso, e la supervisione di Domenico, si è lavorato agli arrangiamenti e registrato in presa diretta, con pochissime sovraincisioni.
La coesione tra me e i quattro giovani, tutti o quasi sotto i 30 anni, credo sia ben percepibile in tutti i 12 brani che compongono l'album.

Blue Niagara: Questo è anche il tuo primo disco in cui non sono presenti le tre ex Pale TV, Blue Niagara, Lady Adrenalina e Whip, è l'inizio di un nuovo corso?

Alex: Una parte del percorso, piuttosto. Qui è dove sono ora. Da quel primo "Blue Agents" a oggi, ho raccontato e mi sono raccontato con l'aiuto di musicisti diversi.

Blue Niagara: Tu forse hai presente il concetto di catena karmica, una “trappola esistenziale” da cui non si riesce ad uscire perché si ripetono pensieri/ parole/ azioni sempre uguali. Allora ho una domanda che non ti ho mai fatto durante le nostre lunghe conversazioni telefoniche: che cosa interrompe questo disco?

Alex: Di solito nel rock ci si perde in droghe o alcol, io mi ero perso in un matrimonio e nel vuoto che è seguito alla sua fine. L'album non ha il potere di interrompere nulla che io non abbia già interrotto.

Blue Niagara: In alcuni meravigliosi brani, come ad esempio “L'angolo sbagliato della tua bocca”, i testi sono molto personali e lasciano trapelare qualcosa del tuo mondo intimo, altri sono piuttosto criptici, è il tuo modo di proteggerti?

Alex: Scrivere ti espone, e rafforza. La protezione è data dal non averne, di protezione. Come l'acrobata che canto in 'Una Croce a Metà', tolgo la rete e cado. Da che altro mi devo proteggere se sanguino già? La magia dei testi brevi, le canzoni, è la mutazione che subiscono nel momento in cui vengono ascoltati e diventano altro.
Ultimamente mi sono reso conto di un altro tipo di cambiamento, una sorta di migrazione: parole ispirate da un fatto o una persona che ora anche a me parlano di altre situazioni e persone.

Blue Niagara: “In gabbia” presenta un tema che ci sta molto a cuore, e che ritorna anche in alcuni dei tuoi racconti, vuoi aggiungere qualcosa?

Alex: In quel brano riprendo quella parte di "Rolex Beach" dove parlo delle scatole, un appunto che la protagonista scrive sul suo diario: se ti chiudono in una scatola tu ti senti soffocare, se ti chiudono in una scatola un po' più grande respiri meglio ma le pareti continuano ad opprimerti, se la scatola è ancora più grande tu un poco ti ci abitui e ci stai quasi comodo e se la scatola è molto più grande tu dimentichi la scatola. In gabbia è quello, l'enorme scatola che non vediamo. Là dentro, tra le altre cose, ci insegnano a credere che sia giusto mangiare la carne.

Blue Niagara: A proposito dei tuoi racconti, ci sono progetti?

Alex: Metterli da parte e concentrarmi sul romanzo al quale lavoro pigramente e in modo discontinuo da anni. Averti dato questa risposta ora mi obbligherà a ultimarlo.

Blue Niagara: Le forme che prende la tua espressione artistica sono diverse, c'è altro che vorresti sperimentare?

Alex: Vorrei essere qualcun altro in un film. Da ragazzo, sai bene, rifiutai la parte da protagonista in una produzione indipendente diventata poi in qualche modo un film di culto.
Fu un errore madornale, ma io a 18 anni ero un ragazzino con una durissima testa di cazzo.

Blue Niagara: Tra gli artisti presenti nel disco c'è Elena Alice Fossi, cantante dei Kirlian Camera, che duetta con te in “Il senso del sangue”. Come siete arrivati a questa collaborazione?

Alex: Per anni sono stato fissato con un possibile remake di "Due Mondi", il brano che Lucio Battisti canta con Mara Cubeddu in "Anima Latina". Lo proposi a Elena qualche anno fa, ma poi non se ne fece nulla. Continuai invece a dirle quanto, secondo me, fosse giusto che lei cantasse anche in italiano. Per convincerla, scrissi due brani e li mandai a lei e ad Angelo. Uno era 'Il senso del sangue'. Poi, quando iniziai le registrazioni di 'L'interruzione' le proposi un duetto su quel brano.

Blue Niagara: Angelo (Bergamini dei KC) è stato nostro amico sin dai tempi del liceo, cosa ricordi di quelle notti trascorse insieme, delle prime esperienze musicali in comune?

Alex: La nebbia; e il vedere là in mezzo quello che non si poteva vedere: quello che saremmo stati.
Con i Suicide Commando di Angelo suonammo nel 1979. Noi eravamo Electric Nerves, con Bitlo Rabitti alla chitarra. Ma ricordo anche una jam session, l'anno prima da qualche parte all'aperto, in cui cantai "Sweet Jane" con Angelo al piano elettrico.

Blue Niagara: Cosa è rimasto del "Little" Alex dei Pale TV in questo lavoro?

Alex: L'album si apre con 'Cloro', che attacca con me dodicenne. Essere stato quel piccolo Alex mi ha fatto essere quello che sono oggi.
Quel 'little Alex' che adottai a 18 anni sul primo singolo Night Toys era un tributo a Joe Dallesandro, il Little Joe di "Walk on the Wild Side", ma oggi lo vedo principalmente come il me giovane perennemente incazzato col mondo.

Blue Niagara: So che tuo padre ti ha iniziato alla musica giovanissimo. Cosa ti faceva ascoltare e quanto ti hanno influenzato quegli ascolti?

Alex: Quand'ero bambino i miei gestivano una sala da ballo e a casa arrivava un sacco di ottima musica. Varia, soprattutto. James Brown, The Shadows, Sinatra, Rolling Stones, Trini Lopez.
Ma credo che ad influenzarmi siano stati più i libri di mio padre che i suoi dischi. La musica che mi ha influenzato arrivò agli inizi degli anni '70 e la scoprii di giorno in giorno da solo.

Blue Niagara: Non puoi accennare ai libri e non dirmi altro. L'influenza riguarda i libri in generale o qualche titolo particolare che ha scatenato la tua voglia di leggere?

Alex: Tutti libri che in quegli anni i genitori dei miei amici non leggevano: Roth, Ginsberg, Asimov, Kafka, Salinger… la nostra era una casa piena di ebrei.

Blue Niagara: C'è qualcosa che credi di dover assolutamente ancora fare?

Alex: Te ne parlerò appena l'avrò fatta. Presto.

Blue Niagara: Conoscendoti sono certa che tu stia già pensando al prossimo progetto...

Alex: Ultimare "Jigsaw", il terzo album dei Pale TV, tu che dici?
Ora te la faccio io una domanda, posso? Come esci dall'ascolto di questo album? Cosa rimane e, soprattutto, quali sono quelle cose che ho detto e che in te sono diventate altre cose?

Blue Niagara: Una contro-intervista, bene! Mi stupisci sempre...
Come ne esco, chiedevi. Come se avessi preso uno schiaffo ben assestato e poi qualche carezza sui lividi, se così posso definire la sensazione di “acidità sferzante” che le musiche e i testi ti lanciano addosso, ma anche la grande dolcezza di alcuni brani, che scaturisce da un cuore buono che cerca di sembrare cattivo. Quindi per dire cosa rimane mi vengono in mente asprezza, amore, delusione, rabbia, disponibilità a vivere. Ma ne esco anche affascinata per come hai saputo trasferire su musica sentimenti così forti.
Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, sono certa che ognuno di noi percepisca anche la realtà più oggettiva a modo suo, in base a come funziona il suo cervello, che a sua volta è condizionato da molti fattori, tra cui le esperienze vissute. Quindi è impossibile che io abbia “trattenuto” le cose che tu volevi dire esattamente come le intendevi. E non mi stupisce affatto che tu stesso rilegga ciò che hai scritto in un modo nuovo, in un momento diverso. Dunque oggi potrei dirti delle cose che domani non saranno più valide, perché le tue canzoni mi diranno qualcos'altro.










"L'interruzione", secondo album di Alex Fornari, uscirà il 12 gennaio 2017 con Goodfellas Records.



(© Blue Niagara, dicembre 2016)



venerdì 30 settembre 2016

ABC

 
 
The diamond dogs are poachers and they hide behind trees  


Molto prima degli Electric Nerves, quando io, B. e C. avevamo 12 anni, una sera d'estate decidemmo che sarebbe stata una sera ideale per fare esplodere un carnevale in quartiere.
Tagliammo a frange i jeans che avevamo addosso, indossammo le magliette più sgargianti e ci truccammo come giovani baldracche cercando invano di assomigliare ai nostri idoli rock.
La gente del quartiere rimase molto scandalizzata da quella nostra idea.
Qualcuno ci chiamò froci e ci beccammo anche qualche ceffone.
Per la sera dopo, gli scandalizzati avevano organizzato una partita di calcio nella pista di pattinaggio del parco incastonato tra i palazzi.
A noi la nuova idea venne al pomeriggio vedendo un albero carico di prugne ancora acerbe.
A lato del parco c'era una fila di pini che coprivano i tetti dei garage: la partita l'avremmo vista da là sopra. Noi e i 3 sacchetti di plastica pieni di prugne verdi.
Il primo goal sarebbe dovuto essere il segnale, ma visto che nessuna delle due squadre si decideva a segnare, decidemmo che era giunta l'ora di far piovere.
Quando tuonava, mio nonno diceva sempre «il diavolo in carrozza!».
Mio nonno che viveva con i cavalli e aveva l'odore di quei cavalli, mio nonno che si toglieva i denti da solo col coltello, mio nonno che quando tuonava diceva il "diavolo in carrozza!".
« il diavolo in carrozza!» urlammo io, B. e C. scagliando manciate di frutti acerbi sulle teste, sulle schiene, contro gomiti e ginocchia dei calciatori del cazzo che la sera prima ci avevano sbeffeggiati e malmenati.
Si finì per buscarle anche quella sera, troppo bassi i tetti dei garage, troppo vicina la nostra trincea di rami di pino, troppi e troppo veloci i nostri nemici.
Ma da quell'episodio in poi loro, e l'intero quartiere, iniziarono a guardarci in un modo diverso.
Al sospetto avevano aggiunto il timore che si ha davanti a ciò di cui si comprende solo l'imprevedibilità.
Come coi cani, i gatti, i ragazzi randagi.



mercoledì 25 maggio 2016

The Quest

Alex, circa 1990. Snoqualmie, WA


"I luoghi infestati sono sempre stati presenti nei testi già a partire da quella Orange Light degli Electric Nerves. Il primo show dei Pale TV si intitolava Over the Drama Flats e parlava di appartamenti nei quali erano state vissute tragedie. Giugno 1980, no? Cose risapute.
Perché Alex dieci anni dopo fosse a Snoqualmie dove Twin Peaks era appena stato girato, invece, non tutti lo sanno.
Stava cercando sempre la stessa cosa, convinto che da qualche parte, un giorno, l'avrebbe trovata."

(Aureliano Delledonne, 'Cerchi')